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Posto in cima ad una collina, immerso negli olivi, l’attuale costruzione è l’antica "Blaxani" , "Bassiano" o “Biasciano” (nel Seicento) o “Palazzano”, termine quest’ultimo usato da Innocenzo III in un documento del 1198 diretto al vescovo d’Assisi Tito.

Il castello vero e proprio è nominato per la prima volta in un documento del 1203 in cui si ratificò la pace tra alcune fazioni di Assisi in lotta fra loro. L’atto, voluto dai consoli Alduccio, Jacopo e Carlo, stabilì per il castello di “Bassiano” : “Similmente che ai figlioli di Sanguigno per ammenda della distruzione del castello di Biassiano il comune faccia una casa a similitudine di quella de’ figliuoli di Lapo e alla misura già detta nel loro casalino di Mercato, come nei loro casalini di Murorotto”.

Fu' sede di balìa già dal 1232, di proprietà d’Ugolino di Pietro che era solito fare offerte per la cattedrale di San Rufino. Nell’ambito della sua badia alcune terre appartenevano alla famiglia Rosmi, mentre fiorente prosperava l’attività di alcuni calcinai, la coltivazione della vite ( fitotoponimo “le Vignacce”) e la macerazione della canapa (Maceratorio).

La villa di Biagiano, del terziere di San Rufino, ebbe molta importanza nel XV secolo comprendendo una balìa, una decina di paesi e il territorio fine alle mura di Assisi e ciò fino al 1782.

Nel Seicento era un castello ben fortificato, citato anche nel “Sacro Pellegrinaggio” da Vincenzo Maria Coronelli (Venezia, 1650 – 1718), cartografo e geografo, ministro generale dei Conventuali nel 1701.

Tutt’intorno la famiglia Sperelli di Assisi possedeva estese tenute agricole con Antonio, avvocato romano e gonfaloniere a San Severino Marche; Sperello, cardinale; Cesare, vescovo di Terni; Giovanni Ottavio, cavaliere gerosolimitano. Alla morte di monsignor Francesco II Sperelli (1646), il fratello Antonio ne ereditò i possedimenti, tra cui Castiglione nella balìa di Biagiano.

Nel 1663 il suo patrimonio fu stimato in 5.166 fiorini. Nei decenni successivi buona parte delle terre passò al Sacro Convento di Assisi (19 fondi per circa 137 modioli con una rendita di 2.620 fiorini).

Per accedere al castello si percorre una comoda strada dalla quale si può osservare uno splendido panorama di Assisi e del complesso monumentale di San Francesco; recentemente restaurato è sede di un tipico ristorante (Il Maniero) ed attualmente di possedimento del Dott. Maule Luigi